ChatGPT e altri strumenti di intelligenza artificiale sono in forte espansione. Cambiano il modo in cui lavoriamo. Ma cosa significa questo per il lavoratore medio? L’intelligenza artificiale si occuperà solo di compiti noiosi o intere professioni scompariranno? Se quest’ultima ipotesi è vera, quali sono le occupazioni più a rischio?
Programmi come ChatGPT ti consentono già di scrivere saggi e poesie. Cosa succede dopo? Alcune persone sono preoccupate per la propria vita. Finora i robot hanno sostituito il lavoro fisico e manuale. Il lavoro d’ufficio e i ruoli creativi sono ora al centro dell’attenzione. L’intelligenza artificiale è una minaccia o un’opportunità?
Milioni di posti di lavoro sono a rischio
Ogni nuova tecnologia richiede lavoratori. La macchina a vapore lo ha reso possibile. Anche il computer lo ha fatto. Anche l’intelligenza artificiale può farlo, riducendo la necessità dell’intervento umano in determinate aree. Le stime delle perdite di posti di lavoro variano ampiamente. Il World Economic Forum prevede che nei prossimi cinque anni nel mondo andranno persi circa 80 milioni di posti di lavoro. Gli analisti di Goldman Sachs sono più pessimisti. Si stima che potrebbero andare persi fino a 300 milioni di posti di lavoro.
Gli esperti non pensano solo ai licenziamenti. Trovano nuovi ruoli. Molti credono che il numero di nuovi posti di lavoro supererà il numero di posti di lavoro eliminati. Pertanto, la disoccupazione di massa non è inevitabile. Tuttavia, nel mercato del lavoro si stanno verificando importanti cambiamenti strutturali. Questo cambiamento sarà significativo.
I lavoratori tedeschi sono preoccupati per gli effetti dell’intelligenza artificiale
Innovazioni come ChatGPT stanno già influenzando i dipendenti. Secondo uno studio condotto dall’Università Internazionale IU di Bad Honnef, un lavoratore tedesco su cinque è preoccupato per le proprie prospettive lavorative a lungo termine. A preoccupare sono soprattutto i giovani lavoratori. Circa un terzo delle persone sotto i 30 anni considera l’intelligenza artificiale una minaccia.
Markus Schmitz dell’Agenzia federale per il lavoro spiega il perché. I giovani lavoratori sono più sensibili a questi cambiamenti. I loro percorsi di carriera sono ora modellati dall’automazione. Questa ansia è comprensibile.
Qual è la soluzione? Automazione con un tocco umano. Ciò significa integrare i lavoratori nei processi di intelligenza artificiale anziché sostituirli direttamente. Consente la riqualificazione anticipata. I dipendenti possono spostarsi in aree in cui le loro competenze sono ancora apprezzate. In questo contesto diventa importante la consulenza professionale per i giovani.
Come l’intelligenza artificiale può davvero aiutarti sul lavoro
Molte persone immaginano l’intelligenza artificiale come un cervello robotico in grado di svolgere l’intero lavoro in un istante. Adesso non è più così. Sul posto di lavoro, l’intelligenza artificiale accelera soprattutto i processi. Riduce il carico sui lavoratori umani. Semplici esempi sono la creazione di un foglio di calcolo Excel o la creazione di una fattura.
“L’intelligenza artificiale si occupa di compiti ripetitivi, analizza i dati e fornisce informazioni approfondite. L’intelligenza artificiale risolve problemi complessi e in alcuni casi consente un’interazione simile a quella umana.” – Markus Schmitz
Thomas Fink della IU International University utilizza ChatGPT ogni giorno. Ha parlato del significativo aumento della produttività. I dipendenti sono d’accordo. Il 35,4% degli intervistati ritiene che l’intelligenza artificiale gestirà le attività quotidiane e ridurrà il carico di lavoro. Il 33,4% si affida ai bot di intelligenza artificiale per supportare la propria professionalità.
Quali sono le professioni più vulnerabili?
I tipi di compiti svolti dall’IA rivelano quali lavori sono a rischio. L’obiettivo principale è un ruolo d’ufficio chiaramente strutturato nella gestione o nella contabilità. Questi lavori comportano compiti di routine e ripetitivi. L’automazione è facile.
I lavori che richiedono il giudizio umano sono più sicuri. Studi svizzeri dimostrano che è sicuro per fisici, ingegneri, chirurghi, medici e piloti. Questi ruoli richiedono pensiero critico e processi decisionali complessi. Lo sviluppo di software e prodotti è ancora orientato alle persone. Probabilmente gli esseri umani continueranno a definire la direzione dell’intelligenza artificiale. Le macchine lavorano per noi e non viceversa.
Siamo a un punto di svolta. Gli strumenti sono qui. La paura è reale. Ma il risultato dipende da come ci adattiamo. Lasciamo che siano gli algoritmi a decidere il nostro destino o li usiamo per migliorare la nostra autostima? Nessuna risposta è stata ancora scritta.













