Microsoft sta implementando un significativo miglioramento delle prestazioni per Windows 11, volto a rendere il sistema operativo più scattante e reattivo. Secondo quanto riportato da Windows Central, l’aggiornamento introduce una nuova modalità ad alte prestazioni internamente nota come Low Latency Profile. I primi test suggeriscono che questa funzionalità può ridurre i tempi di caricamento delle app fino al 40% e accelerare il lancio dell’interfaccia fino al 70%.
Questo cambiamento tecnico fa parte di una strategia più ampia volta ad affrontare la persistente insoddisfazione degli utenti riguardo alla reattività di Windows 11 e a incoraggiare la migrazione dalla vecchia piattaforma Windows 10.
Come funziona il profilo a bassa latenza
Il meccanismo principale dietro questo aumento di velocità è una regolazione dinamica dell’unità di elaborazione centrale (CPU). Invece di funzionare continuamente alla massima capacità, cosa che consumerebbe la batteria e genererebbe calore eccessivo, il sistema monitora l’attività dell’utente. Quando viene avviato un “task ad alta priorità”, la CPU raggiunge brevemente la sua frequenza massima.
- Durata: Il potenziamento dura solo da uno a tre secondi.
- Trigger: Si attiva automaticamente all’avvio delle applicazioni o all’apertura delle interfacce di sistema.
- Ambito: La funzionalità attualmente supporta app Microsoft come Edge e Outlook, nonché menu a comparsa di sistema come il menu Start. Si estende anche a varie applicazioni di terze parti, anche se i criteri specifici per i quali le app esterne si qualificano come “ad alta priorità” rimangono poco chiari.
Per gli utenti, l’esperienza è progettata per essere fluida. Il profilo a bassa latenza è una funzionalità automatica e non attivabile che viene eseguita in background. I tester di Windows Insider riferiscono che, poiché gli impulsi ad alte prestazioni sono così brevi, l’impatto sulla durata della batteria e sulla temperatura è minimo.
Il contesto strategico: perché le prestazioni contano adesso
Questo aggiornamento non è solo una modifica tecnica; si tratta di una mossa strategica all’interno del progetto Windows K2 di Microsoft, uno sforzo concertato per rivedere l’architettura delle prestazioni di Windows 11. La tempistica è fondamentale a causa del lento tasso di adozione del sistema operativo più recente.
Nonostante Windows 10 raggiunga la fine del supporto tecnico nell’ottobre 2025, l’adozione di Windows 11 rimane lenta. Ad aprile 2026:
Solo il 70% dei computer nell’ecosistema Microsoft esegue Windows 11.
* Alla fine dell’anno precedente, circa 1 miliardo di computer (quasi il 43% * di tutti i dispositivi Windows) utilizzavano ancora il sistema operativo obsoleto Windows 10.
“L’ultimo sistema operativo di Microsoft non è stato accolto esattamente a braccia aperte”, sottolineando che l’azienda sta cercando attivamente di incentivare l’adozione attraverso miglioramenti tangibili delle prestazioni.
Implicazioni sulla sicurezza per gli Holdouts
La riluttanza ad aggiornare rappresenta un rischio crescente per la sicurezza. Una volta concluso il programma di aggiornamenti di sicurezza estesi per Windows 10, le vulnerabilità esistenti non verranno più risolte. Ciò lascia quasi la metà della base utenti che utilizza ancora Windows 10 esposta a potenziali minacce.
Rendendo Windows 11 notevolmente più veloce e reattivo, Microsoft spera di abbassare la barriera all’ingresso per questi utenti. L’aggiornamento non significa più solo accedere a nuove funzionalità; sta diventando una necessità critica per la sicurezza.
Conclusione
L’introduzione del profilo a bassa latenza rappresenta uno sforzo mirato per risolvere uno dei reclami più comuni di Windows 11: la lentezza percepita. Fornendo aumenti di velocità immediati e notevoli senza significative penalizzazioni energetiche, Microsoft mira a rendere l’aggiornamento da Windows 10 non solo un requisito di sicurezza, ma un miglioramento auspicabile dell’esperienza utente.
