I bambini piccoli interagiscono sempre più con i chatbot basati sull’intelligenza artificiale, rivela uno studio

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Un recente sondaggio del Pew Research Center mostra che un numero crescente di bambini – alcuni anche di cinque anni – utilizzano chatbot basati sull’intelligenza artificiale come ChatGPT e Gemini. Mentre il tradizionale tempo trascorso davanti allo schermo per i bambini rimane dominante (il 90% guarda la TV, il 68% usa i tablet, il 61% usa gli smartphone), l’interazione con l’IA è in costante aumento. Lo studio ha rilevato che il 3% dei genitori riferisce che i bambini di età compresa tra 5 e 7 anni hanno utilizzato un chatbot, una percentuale che aumenta al 7% per quelli di età compresa tra 8 e 10 anni e al 15% per quelli di età compresa tra 11 e 12 anni.

L’aumento dell’esposizione precoce all’IA

Questo cambiamento riflette la rapidità con cui gli strumenti di intelligenza artificiale si stanno integrando nella vita di tutti i giorni. Quasi un bambino su dieci sotto i 13 anni ha già sperimentato i chatbot, anche se i genitori sono alle prese con la gestione del tempo trascorso davanti allo schermo. Il sondaggio condotto su oltre 3.000 genitori statunitensi rivela che il 42% ritiene di poter controllare meglio le abitudini digitali dei propri figli, mentre il 58% ritiene di fare del proprio meglio date le sfide attuali.

Questo non è un fenomeno improvviso, però. Storicamente i genitori si sono adattati alle nuove tecnologie – dal web agli smartphone – spesso con un ritardo nel comprendere i rischi. L’era dei chatbot con intelligenza artificiale non è diversa.

Preoccupazioni crescenti e guida dei genitori

L’uso dell’intelligenza artificiale da parte dei bambini ha già acceso il dibattito legale ed etico. OpenAI, ad esempio, ha aggiunto il controllo genitori a ChatGPT dopo che una causa legale aveva affermato che il chatbot aveva contribuito al suicidio di un adolescente. Diversi stati hanno emesso avvisi su tecnologie IA potenzialmente dannose.

Gli esperti sottolineano che l’educazione dei genitori è fondamentale. Titania Jordan, chief parent officer di Bark Technologies, sostiene che i genitori devono comprendere l’intelligenza artificiale prima di guidare i propri figli. “I genitori dovrebbero imparare tutto ciò che possono sull’intelligenza artificiale… in modo da poter parlare ai propri figli dei potenziali pericoli”, afferma Jordan.

Rischi e cosa dovrebbero sapere i genitori

La preoccupazione principale non è solo l’esposizione alla disinformazione (anche se questo è un rischio). I bambini stanno formando “relazioni” con le personalità dell’intelligenza artificiale, il che rende confuso il confine tra interazione umana e artificiale. I genitori dovrebbero insegnare ai bambini che i chatbot non sostituiscono le connessioni reali e che le risposte generate dall’intelligenza artificiale non sono sempre veritiere.

Jordan suggerisce anche di mostrare ai bambini esempi reali di come l’intelligenza artificiale abbia ingannato o danneggiato gli altri per far capire i pericoli. L’adozione precoce dell’IA da parte dei bambini presenta sia opportunità che rischi, rendendo essenziale una guida informata da parte dei genitori.

Come nel caso dei cambiamenti tecnologici del passato, l’adattamento all’intelligenza artificiale richiede che i genitori rimangano informati e affrontino in modo proattivo i potenziali danni. Ignorare il problema non lo farà scomparire.