Al Consumer Electronics Show (CES) di quest’anno a Las Vegas, il CEO di Lenovo Yang Yuanqing ha lanciato un messaggio schietto a coloro che diffidano dell’intelligenza artificiale: “Nessuno può evitarlo.” L’affermazione è arrivata durante un evento chiave che mostrava la spinta aggressiva di Lenovo verso i dispositivi integrati con l’intelligenza artificiale, tra cui l’assistente personale AI Qira, i laptop basati sull’intelligenza artificiale e persino i dispositivi indossabili sperimentali con intelligenza artificiale come il concetto “Project Maxwell”.
Il predominio dell’intelligenza artificiale al CES 2026 segnala una tendenza più ampia. Le aziende stanno rapidamente incorporando l’intelligenza artificiale negli oggetti di uso quotidiano, dagli smartphone, ai televisori, alle lavatrici, creando la visione di un futuro sempre più automatizzato. Non si tratta solo di comodità; si tratta di rimodellare il modo in cui la tecnologia interagisce con la vita umana.
La questione della scelta
Nonostante le assicurazioni da parte della leadership di Lenovo che la partecipazione all’ecosistema AI è volontaria, la realtà è più complessa. Il CTO di Lenovo Tolga Kurtoglu insiste sul fatto che gli utenti possono “scegliere” di trarre vantaggio dall’intelligenza artificiale, ma l’azienda prevede che i PC AI costituiranno il 70% del mercato globale entro il 2028. Ciò suggerisce che il declino dell’integrazione dell’intelligenza artificiale potrebbe presto diventare impraticabile.
La disconnessione tra l’ottimismo del settore e il sentiment dei consumatori è notevole. Recenti sondaggi CNET mostrano che solo l’11% degli utenti di smartphone effettuano l’aggiornamento principalmente per le funzionalità AI. Il divario tra campagna pubblicitaria e domanda solleva dubbi sul fatto che l’attuale impennata dell’intelligenza artificiale sia guidata più dalla strategia aziendale che dal desiderio dei consumatori.
Respingere le preoccupazioni relative alle bolle
Yang Yuanqing respinge l’idea di una bolla dell’intelligenza artificiale, sostenendo che la domanda è “appena iniziata” e non potrà che accelerare man mano che le aziende sfrutteranno i dati per la generazione di intelligence. Questa fiducia suggerisce che Lenovo vede l’intelligenza artificiale non come una tendenza passeggera ma come un cambiamento fondamentale nella tecnologia, paragonabile all’ascesa di Internet o del mobile computing.
IA responsabile: un atto di equilibrio
Pur promuovendo l’intelligenza artificiale in modo aggressivo, Lenovo sottolinea il proprio impegno per uno “sviluppo responsabile dell’intelligenza artificiale”, citando rigorosi processi interni e il rispetto delle normative globali sulla privacy e sulla sicurezza. Tuttavia, la crescente ubiquità dell’intelligenza artificiale solleva continue preoccupazioni sulla raccolta dei dati, sui bias algoritmici e sull’erosione del controllo individuale sulle informazioni personali.
In conclusione, la leadership di Lenovo vede l’intelligenza artificiale come una forza inevitabile nella tecnologia moderna. Resta da vedere se questa visione riflette la realtà dei consumatori, ma la spinta aggressiva dell’azienda sottolinea la crescente pressione per adattarsi a un futuro guidato dall’intelligenza artificiale.





























