Bluesky, la piattaforma di social media che sta guadagnando terreno dopo i turbolenti cambiamenti di X (ex Twitter), sta lanciando una funzionalità basata sull’intelligenza artificiale chiamata Attie. Tuttavia, l’annuncio ha incontrato una notevole resistenza da parte della sua base di utenti.
L’ascesa di Bluesky e il progetto Attie
Dopo l’acquisizione di Twitter da parte di Elon Musk nel 2024, molti utenti sono migrati su Bluesky, attratti dal suo impegno nei confronti dei protocolli aperti e del controllo decentralizzato. Il CEO di Bluesky, Jay Graber, che ora guida il team di esplorazione dell’azienda, sta guidando lo sviluppo di Attie.
Attie è progettata come un’app autonoma che sfrutta il protocollo AT sottostante di Bluesky per creare feed altamente personalizzati. A differenza delle tipiche ricerche per parole chiave, Attie consente agli utenti di descrivere il contenuto desiderato in linguaggio naturale, ad esempio “Poesia, narrativa di lunga durata e processo di scrittura delle persone che seguo”. Questo approccio di “codifica delle vibrazioni” mira a fornire sequenze temporali più mirate rispetto alle funzioni di ricerca esistenti.
Perché questa controversia?
Nonostante le assicurazioni di Graber secondo cui Attie è costruito per evitare le trappole della manipolazione algoritmica comune su piattaforme più grandi, molti utenti di Bluesky sono scettici. La reazione negativa nasce da diverse preoccupazioni:
- Priorità alle funzionalità: I critici sostengono che Bluesky sta investendo in funzionalità avanzate di intelligenza artificiale trascurando funzionalità di base, come la modifica dei post, il supporto di immagini di messaggi diretti e il seguito di hashtag.
- Preoccupazioni relative ai dati: gli utenti temono che i loro post possano essere utilizzati per addestrare o popolare feed compilati dall’intelligenza artificiale senza consenso esplicito.
- Fatica dell’intelligenza artificiale: in un clima in cui le piattaforme di social media sono sempre più sature di contenuti generati dall’intelligenza artificiale (“slop”), l’introduzione di un altro strumento di intelligenza artificiale sembra non necessaria e sgradita.
Un numero record di blocchi
Il malcontento è evidente nelle statistiche di blocco della piattaforma. TechCrunch ha riferito che l’account Bluesky ufficiale di Attie è diventato uno degli account più bloccati, secondo solo al vicepresidente JD Vance, con oltre 125.000 blocchi. Ciò dimostra un diffuso rifiuto del progetto AI da parte di una parte significativa della base di utenti.
La risposta di Bluesky
Graber ha risposto alle critiche sottolineando che Attie è progettato per dare potere agli utenti, non per manipolarli. Afferma che è distinto dalle strategie di intelligenza artificiale di raccolta dati e massimizzazione del coinvolgimento impiegate dalle aziende tecnologiche più grandi. Bluesky ha anche affermato che esplorerà modi per incorporare il feedback degli utenti che hanno bloccato Attie.
Il quadro più ampio
L’esperienza di Bluesky riflette una tendenza più ampia: la crescente integrazione dell’intelligenza artificiale nei social media, nonostante la resistenza degli utenti. Meta, Google e altri hanno già investito molto nella creazione e moderazione di contenuti basati sull’intelligenza artificiale. La domanda non è se l’intelligenza artificiale dominerà queste piattaforme, ma come la sua implementazione sarà percepita e accettata.
L’esperimento Attie di Bluesky evidenzia che anche le piattaforme costruite sui principi dell’autonomia dell’utente non possono sfuggire del tutto all’influenza pervasiva dell’intelligenza artificiale. L’incidente sottolinea la crescente tensione tra innovazione e sentimento degli utenti nel panorama in rapida evoluzione dei social media.
