L’annuale festa degli Oscar di Vanity Fair, tenutasi al Los Angeles County Museum of Art, ha fornito un netto contrasto con la cerimonia più formale degli Oscar stessa. Gli ospiti, tra cui star come Al Pacino e Mick Jagger, sono rimasti fino a tarda notte, godendosi l’atmosfera vibrante.
Tuttavia, l’evento ha fatto anche da sfondo a un teso confronto tra il drammaturgo Jeremy O. Harris e il CEO di OpenAI Sam Altman. I dettagli del loro scambio rimangono poco chiari, anche se uno dei partecipanti lo ha descritto come un “schiaffo irto”.
Harris, noto per le sue opinioni schiette e lavori provocatori come “Slave Play”, nominato ai Tony, non è noto per trattenere le sue opinioni. Altman, d’altro canto, mantiene un personaggio pubblico più riservato nonostante sia a capo di una delle società di intelligenza artificiale più influenti al mondo.
Lo scontro tra i due uomini suggerisce una potenziale tensione tra la sfera artistica e quella tecnologica, dove l’espressione creativa incontra il mondo in rapida evoluzione dell’intelligenza artificiale.
La festa stessa ha presentato un mix di figure di alto profilo, tra cui Jeff Bezos e Lauren Sánchez, Timothée Chalamet, Kylie Jenner e Jane Fonda, che hanno utilizzato l’evento per protestare contro il consolidamento dei media indossando un pulsante “BLOCCA LA FUSIONE”. L’atmosfera generale è stata descritta come euforica, rendendo il confronto tra Harris e Altman ancora più inaspettato.
L’incidente solleva interrogativi sull’intersezione tra intrattenimento, tecnologia e critica sociale in un’era in cui il potere culturale e quello aziendale si scontrano sempre più.






























