La Spagna bandirà i minori di 16 anni dai social media: segue l’esempio dell’Australia

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La Spagna è pronta ad emanare una legislazione che vieta ai bambini sotto i 16 anni di accedere alle principali piattaforme di social media, rispecchiando una recente legge fondamentale in Australia. Il primo ministro Pedro Sanchez ha annunciato l’imminente divieto al vertice del governo mondiale a Dubai, citando i pericoli di un’esposizione incontrollata alla dipendenza online, agli abusi e ai contenuti dannosi. La mossa segnala una crescente tendenza globale verso una regolamentazione più severa rivolta alle aziende tecnologiche e alla protezione dei minori nello spazio digitale.

La posizione del Primo Ministro

Sanchez ha espresso una valutazione schietta dei social media, descrivendoli come uno “stato fallito” che distorce il discorso pubblico e danneggia in modo sproporzionato i giovani utenti. Ha sottolineato la necessità di “reali barriere” alla verifica dell’età oltre la semplice conferma delle caselle di controllo, suggerendo un meccanismo di applicazione più robusto. La legislazione proposta è solo un elemento di un piano più ampio in cinque fasi per ritenere le piattaforme di social media responsabili dei contenuti illegali, dell’amplificazione algoritmica di materiale dannoso e della diffusione della divisione.

Slancio globale

Il divieto spagnolo segue da vicino l’attuazione di norme simili da parte dell’Australia a dicembre. Secondo la legge australiana, le società di social media rischiano pesanti multe, fino a 33 milioni di dollari, per non aver rimosso gli utenti sotto i 16 anni utilizzando efficaci sistemi di verifica dell’età. Il precedente stabilito dall’Australia suggerisce che l’applicazione della normativa da parte della Spagna potrebbe essere altrettanto rigorosa.

Anche molti altri paesi stanno prendendo in considerazione una legislazione simile. Danimarca, Norvegia e Malesia hanno esplorato il concetto a dicembre, mentre Regno Unito, Francia e Grecia stanno discutendo attivamente sui divieti. L’Assemblea nazionale francese ha già approvato un disegno di legge, che però resta bloccato al Senato.

Reazioni del settore tecnologico

Le reazioni iniziali delle aziende tecnologiche rispecchiano quelle viste in Australia. TikTok, Facebook, Instagram e Snapchat hanno iniziato a rimuovere gli account minorenni in conformità con la legge australiana. Tuttavia, Reddit sta contestando la legislazione in tribunale, sostenendo che impone processi di verifica intrusivi a tutti gli utenti, compresi gli adulti, e limita l’accesso a comunità adeguate all’età.

Elon Musk, CEO di X (ex Twitter), ha espresso critiche nei confronti di Sanchez in seguito all’annuncio, suggerendo potenziali sfide legali anche in Spagna. I rappresentanti di TikTok e Meta (società madre di Facebook, Instagram, Threads e WhatsApp) non hanno ancora risposto alle richieste di commento.

Cosa verrà dopo

Le piattaforme esatte coperte dal divieto spagnolo rimangono poco chiare, poiché le “piattaforme dei social media” devono ancora essere definite secondo le nuove regole. Non è chiaro se servizi come Discord, WhatsApp e Pinterest saranno inclusi. Il governo spagnolo ha preso di mira specificamente TikTok, Instagram e X per indagare su violazioni legali.

La decisione di limitare l’accesso dei minori ai social media riflette la crescente preoccupazione globale per l’impatto delle piattaforme sulla salute mentale, sulla sicurezza e sulla divisione sociale. Poiché sempre più paesi prendono in considerazione una legislazione simile, l’industria tecnologica si trova ad affrontare una pressione crescente per affrontare questi problemi in modo proattivo.