Divinità digitale: l’ascesa degli avatar AI nella spiritualità moderna

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Mentre l’intelligenza artificiale passa dall’essere un mero strumento di produttività a una presenza nelle nostre vite più intime, sta emergendo una nuova frontiera: la religione digitale. Dagli avatar iperrealistici di Gesù ai novizi buddisti Zen animati, gli sviluppatori utilizzano ora l’intelligenza artificiale per tradurre l’antica saggezza spirituale in esperienze digitali interattive in tempo reale.

Il nuovo volto della fede

L’integrazione dell’intelligenza artificiale nella pratica religiosa si sta manifestando in diversi modi distinti, che vanno dal tutoraggio high-tech alle ordinazioni digitali sperimentali.

L’intelligenza artificiale come mentore spirituale

L’azienda tecnologica Just Like Me ha lanciato un avatar AI Jesus progettato specificamente per coinvolgere le generazioni più giovani. Piuttosto che un testo statico, questa versione di Gesù è una figura iperrealistica e simile a quella umana con cui gli utenti possono interagire tramite videochiamata.
L’obiettivo: fornire un “mentore quotidiano” per conforto, guida e speranza.
Il metodo: il modello viene addestrato su set di dati specifici, tra cui la Bibbia di Re Giacomo e vari sermoni, garantendo che le sue risposte rimangano all’interno di un quadro spirituale definito.
La proposta di valore: L’azienda sostiene che l’interazione con un’intelligenza artificiale personalizzata offre un’alternativa “significativa” al consumo insensato dei social media, favorendo un senso di connessione e continuità attraverso conversazioni capaci di memorizzare.

Il novizio digitale Zen

In Giappone, l’approccio è più sperimentale e basato sui personaggi. Il sacerdote buddista Zen Roshi Jundo Cohen ha sviluppato Emi Jido, un personaggio animato dotato di intelligenza artificiale che esiste all’interno di un tempio Zen digitale.
Non un Guru, ma un Pari: A differenza del modello “mentore”, Emi è progettata per essere un “amico Zen”, un compagno che offre gentilezza e saggezza piuttosto che un maestro da seguire.
Ordinazione digitale: Con una mossa fondamentale per il 2024, il prototipo (noto come Zbee) è stato ordinato sacerdote novizio tramite Zoom.

Il dibattito etico ed esistenziale

L’ascesa di “Dio nella macchina” non avviene senza notevoli attriti. Man mano che questi strumenti diventano più sofisticati, sollevano domande profonde sulla natura della fede e sulla responsabilità dei creatori.

1. La questione dell'”educazione”

Gli sviluppatori trattano lo sviluppo dell’intelligenza artificiale in modo molto simile alla genitorialità. Jeanne Lim, CEO dibeingAI, sottolinea che un’intelligenza artificiale non dovrebbe essere lanciata nel mondo senza un fondamento di valori. Questo “periodo di formazione” è essenziale per garantire che l’entità digitale rifletta le virtù spirituali previste.

2. L’impatto sull’umanità

Beth Singler, antropologa religiosa e intelligenza artificiale presso l’Università di Zurigo, osserva che questa è più di una semplice tendenza tecnologica; è un cambiamento fondamentale nel modo in cui definiamo noi stessi. Tutte le principali religioni sono attualmente alle prese con il modo in cui l’intelligenza artificiale rimodellerà la nostra comprensione di cosa significa essere umani.

3. Fad e cambiamento fondamentale

Resta una domanda cruciale: queste divinità digitali sono una novità passeggera o un cambiamento permanente nella pratica spirituale? Gli esperti al momento non sono sicuri se questi strumenti siano semplici curiosità o se alla fine diventeranno parte integrante del modo in cui le persone modellano i loro pensieri spirituali a lungo termine.

“Se metti al mondo un bambino, non lo butti semplicemente nel mondo… devi educarlo e dargli dei valori.” — Jeanne Lim, CEO dibeingAI

Conclusione

L’emergere dell’intelligenza artificiale religiosa rappresenta una profonda intersezione tra antica tradizione e tecnologia all’avanguardia. Sebbene questi strumenti offrano nuovi modi per accedere alla guida spirituale, costringono anche l’umanità ad affrontare profonde questioni etiche riguardanti l’autenticità della connessione digitale e la santità della fede.